The Scrubs Skulla And Dolls

CD digipack
Febbraio 2018
Tiratura: 500 copie

Formato: Tag
Etichetta: Area Pirata

10.00

100 disponibili

The Scrubs Skulla And Dolls

After a promising single, The Scrubs have finally debuted a more substantial work, containing 14 tracks. We, who have waited so long, are finally repaid!

The basic formula is classic Garage Punk but with influences from 60s to 70s effectively and effortlessly added to the mix!

You can’t stay still while listening to the ‘Skulls And Dolls’ songs!! If you also consider that its recording took place at the Atom’s Mansion with the support of the prestigious Elfo Studio, then you get the whole picture – sharp riffs and a wild fuzz based sound!

Dopo un promettente singolo, finalmente The Scrubs debuttano sulla lunga distanza e per ripagarci dell’attesa ci regalano ben 14 brani!

La formula di base è la stessa Garage Punk, ma qui si spazia dai richiami 60s a quelli 70s con disinvoltura ed efficacia! Impossibile stare fermi all’ascolto dei brani di ‘Skulls And Dolls’!!

Se poi si aggiunge che la registrazione è stata effettuata presso gli Atom’s Mansion con il supporto del prestigioso Elfo Studio, abbiamo il quadro completo: riff taglienti e un sound selvaggio a base di fuzz!!

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Recensioni:

A metà anni ’80 una nuova ondata di gruppi riportò in auge le ruvide sonorità garage-punk di gruppi come Sonics, Chocolate Watchband, Count V, Standells e molti altri. Era un periodo in cui c’era la voglia di recuperare le sonorità dei ’60 e, in questo senso, c’era molto fermento: come non dimenticare il cosiddetto movimento del Paisley Underground che aveva fra i suoi maggiori esponenti Dream Syndicate, Green On Red, True West e Thin Whote Rope? All’epoca, fra i gruppi di più stretta osservazione garage-punk, impazzivo letteralmente per i Lyres, i Chesterfield Kings e i Miracle Workers. Ma anche qui da noi non mancavano i seguaci del genere come i Sick Rose e i Not Moving. Poi i miei gusti si sono evoluti e ho imparato ad apprezzare la psichedelia, il Krautrock e anche il prog.
Ma ogni tanto il fuoco cova sotto la cenere e si risveglia per merito di qualche gruppo magari della mia città – Lodi – come gli Scrubs! Il merito va, e non poteva essere altrimenti, all’etichetta pisana Area Pirata di Tiziano Rimonti di cui ho già avuto modo di parlare su DeBaser per quanto concerne nuovi lavori di gruppi come gli storici e psichedelici No Strange, i “barrettiani” Effervescent Elephants, i visionari Steeplejack, gli ottimi Liars e i citati Not Moving e Sick Rose tutti appartenenti alla cosiddetta scena neo ’60 di cui ha parlato Roberto Calabrò nel bel libro “Eighties Colours”.
Ho citato prima i Miracle Workers: “Overdose” era uno dei vinili che ho letteralmente consumato: ebbene il disco degli Scrubs, intitolato “Skulls and Dolls“, rende omaggio, a mio avviso, proprio al gruppo di Portland. Gli Scrubs hanno uno stile diretto, incisivo e senza fronzoli nella migliore tradizione garage-punk come si può ascoltare fin dall’iniziale “Misery Girl”. La voce graffiante di Massimo Robbi è sorretta da una sezione ritmica al fulmicotone, da una chitarra tagliente e dall’immancabile farfisa. La quarta traccia “Je suis ton frère” mi ha fatto venire in mente i canadesi Gruesomes, altra gloria dell’epoca del revival garage, per il cantato francese proprio come in “Je cherche”, brano proveniente dal loro “Gruesomania” del 1987. Non ci sono momenti di noia e il disco – composto da 14 tracce – scorre piacevolmente. In alcuni momenti, come in “Be A Caveman”, mi è tornato alla memoria anche il mitico “All Black And Hairy” dei Gravedigger V di Leighton, un classico del garage più ruvido e selvaggio. Gli Scrubs, con “Skulls and Dols”, si proiettano direttamente da Lodi al Cosmo! Caldamente consigliato ai fanatici del genere ma anche a chi è in cerca di buone vibrazioni.

Vote: 4/5
Cesare Buttaboni – Debaser.it 19/03/2018

 

Chi mi conosce personalmente e conosce la mia età, gli altro che avranno la pazienza e la cortesia di leggere queste righe la intuiranno, certo saprà come quelli che sono stati ragazzini in alcuni determinati anni, ed abbiamo voluto frequentare la parrocchia underground, sono cresciuti con il garage-punk.

Erano anni quelli di grandissimi dischi che hanno cambiato, in meglio, una generazione inquieta e priva di un radicamento politico e culturale che era stato proprio di quelle precedenti. Come tutte le cose belle anche quella stagione è passata piuttosto in fretta ed altre tendenze si sono imposte nel panorama sotterraneo. Non per questo un certo tipo di suono e di attitudine e scomparso ma grazie al lavorio spesso carbonaro di alcuni appassionati, citerei ad esempio l’uscita nelle edicole della seminale Bassa Fedeltà nonché la passione indomabile di alcune fanzine tipo Misty Lane per arrivare ai giorni nostri con la mirabile Sottoterra, il verbo, scusate se lo scrivo con la v minuscola, si è tramandato ed ancora oggi nell’anno del signore 2018 c’è chi porta avanti un qualcosa che ormai è acclarato non morirà mai.

Tra i defenders italiani, sono in molti molto bravi e pure battaglieri, troviamo i lodigiani Scrubs che, prodotti da un marchio che è garanzia di qualità come quello di Area Pirata, se ne escono con questo ottimo Skulls And Dolls.

Le canzoni comprese nell’album sono quattordici e vi garantisco, in fondo ascolto certe cose da qualche annetto e quindi potete fidarvi, sono tutte di ottima qualità.

Ne estraggo dal lotto quattro, le mie preferite, solo per dare al lettore qualche coordinata di comodo; apre le danze la ultra incisiva Misery Girl che mette subito le cose in chiaro con una dose di abrasività ma in fondo anche di ruvida melodia che fu propria dei migliori Miracle Workers, lo so che il paragone lo hai già tirato fuori qualcun’altro ma comunque ci sta.

Il mio pezzo preferito è senza dubbio alcuno Why Do You Hate Me So Much? un brano che non avrebbe sfigurato in una compila tipo Be A Caveman, di filato tra i pezzi dei miei prossimi dj set, seguono la psichedelia malata ma sognante alla Plan 9 di Children Insane ad un’altra canzone davvero sopra la media vale a dire Pussy Pepper And Cheese una filastrocca garage malevola ironica ed affascinante. Come dicevo alcune righe orsono il drappello dei garagisti italiani è compatto, coraggioso e stilisticamente ineccepibile e band con gli Scrubs ne fanno parte a tutti gli effetti e con tutti i crismi del caso; se siete, come il sottoscritto, degli appassionati di un certo tipo di suoni fiondatevi senza indugio su questo album.

Voto 9/10
Luca Calcagno – IYE.ezine 04/04/2018

Formula semplice, essenziale e terribilmente efficace quella della band lodigiana. Garage punk diretto, elettrico, di diretta ispirazione 60’s ma che riprende l’energia del revival degli 80’s, tra Miracle Workers (soprattutto), Sick Rose, Fuzztones, Unclaimed, Chesterfield Kings.
Quattordici brani suonati benissimo, con la giusta carica e una perfetta attitudine.
Un capolavoro del suo genere.

Tony Face – Blog 31/03/2018

 

La band lodigiana The Scrubs esordisce sulla lunga distanza con il travolgente “Skulls and Dolls”. Quattordici brani concentrati in appena 25 minuti di veloce garage punk allo stato puro, decisamente influenzato da illustri maestri del genere (Miracle Workers, Chesterfield Kings, Fuzztones). Riff di chitarre taglienti, tappeti di hammond velenosi e un’attitudine che spazia nel fascinoso terreno del beat 60’s e 70’s ma anche del garage revival anni ’80 facendo apprezzare il groove potente e danzereccio della band lombarda. Basta ascoltare la traccia d’apertura, Misery Girl, per farsi una prima idea del disco, ampiamente confermata dall’ottimo livello di tutti i successivi brani di Skulls and Dolls, compresa l’appassionata cover di Be A Caveman (The Avengers).

Voto: 7/10
Riccardo Resta – Distorsioni 11/04/2018

In certe situazioni parla la Musica ed è più che sufficiente.
Gli Scrubs da Lodi confezionano un album d’esordio semplicemente PERFETTO.
Tredici tracce originali più la cover di “Be A Caveman” degli Avengers (no, non quelli di Penelope Houston) che inquadrano il fenomeno Garage Punk nella sua essenza 2.0: nessuna sbavatura, nessuna ingenuità, genuinità a pacchi, suoni taglienti e precisi che rendono un doveroso tributo (e nulla più) al revival 80’s più che ai 60’s di riferimento.
25 minuti che scorrono via come una pinta di birra ghiacciata, dove i link musicali sono altissimi e rispondono al nome di Sonics, Miracle Workers, Chesterfield Kings, Plan 9, Gravedigger V, Sick Rose, Fuzztones, Lyres tra quelli che vengono in mente ai primi furibondi ascolti.
“Skulls And Dolls” sembra provenire da un altro universo, da una galassia dove tutto è pace e amore, musica e gare di impennate, sbronze e onde sfavillanti.
Lodi, lo capite? Lodi, e poteva tranquillamente essere Portland, Los Angeles, Austin, Londra, Goteborg o Atene.
Tanto il linguaggio utilizzato dalla band è internazionale sia come background sonico che come attitudine generale che i minuti della tracklist tratteggiano con dovizia di particolari.
Ecco, gli Scrubs sono la Tempesta perfetta o perlomeno ne annunciano, beffardamente, l’arrivo prossimo venturo.
Bravo Massimo Robbi, bravi tutti i kids a costruire un album IMPRESCINDIBILE per chi mangia pane e garage tutti i giorni. Dove vocals, chitarre, Farfisa e sessione ritmica giocano con assoluta scioltezza un altro sport, travolgendo tutto e tutti con l’entusiasmo dei primi giorni di scuola!
Grazie Scrubs, grazie Area Pirata e ha pure smesso di piovere.
“Skulls And Dolls” esce su cd in tiratura limitata a 500 copie.
Troppo poche? Speriamo di sì!

Davide Monteverdi – Razzputin Crew Milano 22/05/2018

 

Dopo lo scoppiettante esordio su EP The Scrubs debuttano sulla lunga distanza con 14 brani irrefrenabili. In “Skulls and dolls” danno libero sfogo alla loro indole garage punk con forti richiami agli anni ’60 e ’70. Sospesi tra il beat dei primi sixties e l’irruenza punk della fine dei seventies The Scrubs trovano la quadra strutturando i brani con una buone dose di blues. “Horses and bitches” è quello più vicino al blues-beat dei Playground, mentre con “Pussy peper and cheese” il gruppo si lascia andare ad un forsennato punk’n’roll schiacciasassi, brano che fa il paio con la crampsiana “My skull” per l’isteria e la nevrosi espressa. Se con “Be a caverman” la band shakera l’ascoltatore con tanto beat in “This bag is not a toy” omaggia The Sonics e con “Why do you hate me so much?” si lascia andare ad un punk-rock spezzettato e circolare.

Vittorio Lanutti – Freak Out 13/06/2018

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