The Trip Takers The Trip Takers Collection

CD digipack
Gennaio 2020
Tiratura: 300 copie

Formato: Tag
Etichetta: Area Pirata

10.00

150 disponibili

The Trip Takers The Trip Takers Collection

(It seems only a few days have passed since The Trip Takers presented their latest project.
This is because the band formed just 5 years ago, and yet, despite this small span of time, they managed to play an important role on the European psycho – garage scene. This achievement was possible thanks to the successful tours that saw them perform on several iconic music stages and to the publication of three vinyl gems that today are almost sold out:
– The homonymous debut: a mini album with six tracks released in October 2017.
– The 7″ single “Jumper blues/another one” released in April 2018.
– The LP “Don’t back out now” released exactly one year later, i.e. in April 2019.

By popular demand and for the first time, we are now introducing the band’s discography in CD digipack edition.
Eighteen songs that take us back in time to those fabulous 60s, with their dreams and colours, R&B and psychedelia, such as to awaken our desire to see them live again soon! Luckily enough, their next extensive tour will start on 25 January 2020… so stay tuned)Ci sembrano passati pochi giorni da quando The Trip Takers ci hanno presentato il loro progetto, in effetti la band si è formata solo 5 anni fa, ma in questo piccolo lasso di tempo si è ritagliata uno spazio importante nel panorama psycho – garage europeo, al pari di band più blasonate, grazie a svariati tour che li ha visti calcare i palchi più importanti, pubblicando 3 gemme viniliche oramai quasi sold out:
– L’esordio omonimo: il mini album contenente 6 tracce, uscito nell’ottobre 2017.
– Il singolo su 7″ Jumper blues / another one edito nell’Aprile 2018.
– L’Lp Don’t back out now uscito esattamente un anno dopo e cioè ad Aprile 2019.

In molti lo hanno richiesto ed eccoci a presentare quindi la discografia della band per la prima volta anche in cd edizione digipack, 18 brani che ci catapultano in quei favolosi anni ’60 fatti di sogni e colori, R&b e psichedelia, in attesa di rivederli nuovamente protagonisti on the road con il prossimo lungo tour che partirà il 25 Gennaio 2020.

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Recensioni:

E ora che ne faccio di tutta la mia collezione di materiale dei Trip Takers? E già perché io sono una fra gli – spero molti – fortunati che può annoverare nella sua collezione l’intera discografia della mai abbastanza lodata band oggetto di queste righe.

Per chi non avesse già provveduto a far suoi i precedenti lavori del gruppo ci pensa Area Pirata, con la consueta puntualità, a dare alle stampe tutto ciò che la band siciliana ha finora inciso. Potrei ora rimandarvi alle mie precedenti recensioni per dirvi cosa troverete in questo cd, ma questo ovviamente non farebbe onore a questa raccolta che è uno scrigno pieno delle perle che i nostri hanno donato agli amanti di un sound tanto “fuori moda” da apparire (da essere) quanto di più attuale e stimolante si possa udire oggigiorno.

Avete stravisto e stravedete tuttora per gruppi quali Optic Nerve e Allah-Las?

Ebbene sappiate che anche da noi c’è chi suona – egregiamente – questo tipo di cose. E si potrebbero fare altri nomi pesanti tipo i Love, i Plan 9, gli Head and the Hares, ma sarebbe riduttivo nei confronti del quintetto messinese. Quindi fate vostre queste diciotto canzoni di puro garage/folk/psych/punk e chi più ne ha più ne metta visto che dare etichette è relativamente semplice anche se poi è chi ascolta che trova in una band le emozioni che cerca, e qui di emozioni se ne trova a iosa.

Chi li ha visti dal vivo me ne ha parlato strabene, io questa fortuna non l’ho ancora avuta, ma non dubito che quanto riportatomi sia la verità, nient’altro che la verità, d’altronde lo giurano. Per quanto mi riguarda ho deciso cosa farò di questo cd; lo regalerò al mio miglior amico. Non sono un collezionista compulsivo – dio me ne guardi e liberi – e poi pensare di donare ad una persona che potrà apprezzare cotanta meraviglia, mi rende felice. In fondo si vive di piccole cose e più persone faranno la conoscenza dei Trip Takers meglio sarà.

Io, nel mio piccolo, ne ho sempre tessuto le lodi e, se avessi convinto qualcuno ad approcciarsi a loro, avrei fatto il mio sporco lavoro.

Luca Calcagno – InYourEyes ‘zine 30/03/2020

 

Esattamente un anno fa (vabbè, era l’11 maggio ma siamo lì) ho recensito su questo scalcinato blog “Don’t back out now” dei Trip Takers, un ottimo lp di scintillante r&b anni Sessanta, che mi aveva colpito al cuore. Dodici mesi dopo Area Pirata – che aveva prodotto quel 33 giri – ha deciso di pubblicare un cd con tutto il materiale della band e quindi oltre a “Don’t back out now” anche il singolo “Jumpers blues/Another one” del 2018 e il mini album omonimo del 2017. Otto tracce in più rispetto al disco dell’anno scorso, che rendono ancora più speciale questa “raccolta”. Gli ingredienti che mi avevano fatto amare “Don’t back out now” ci sono tutti, ma devo dire che il primo materiale della band – che ignoravo totalmente – è ancora più devoto alla causa sixties dell’album uscito 365 giorni fa: i campanellini di “You are not me”, che chiude il mini, sono spettacolari, mentre il 7” sembra uscito direttamente dalla penna dei Count Five. Sulla qualità dell’album dell’anno scorso non mi sto a ripetere: era una figata molto Kinks e Creation. Ma se proprio vogliamo trovare una piccola differenza tra il materiale più vecchio e quello più recente dei Trip Takers direi che prima i modelli di riferimenti mi parevano più americani, adesso – almeno per quanto riguarda”Don’t back out now” – direi che lo sguardo è rivolto soprattutto (ma non solo) all’Inghilterra.

Diego Curcio – Huskercore blog 09/05/2020

 

Dopo un mini, un singolo ed un album, è già tempo di antologia? Pare di sì, perché, a grande richiesta di chi si è perso le precedenti prove discografiche, esce questa collection che vede al centro uno dei migliori gruppi Sixties europei. Sì perché i Trip Takers in pochi anni si sono presi meritatamente gran parte dei riflettori sul genere. Pochi come loro hanno saputo riproporre un sound retro ma ancora interessante e vitale per molti appassionati. Echi di Beatles e Byrds sono facilmente orecchiabili in gran parte dei brani, tuttavia i Trip Takers non danno mai l’idea della riproposizione pedissequa, sempre freschi nelle composizioni e altrettanto brillanti nella scelta dei suoni e degli arrangiamenti. Dal Mersey Beat alla California la strada è breve, e passa dallo stretto di Messina.
Acquisto necessario.

Marlene Diti – Trippa Shake Webzine 09/05/2020

E’ inutile nasconderlo la band siciliana dei The Trip Takers sono una delle realtà garage che preferisco!
Una band in grado di pubblicare a cavallo tra il 2017 e il 2019 un album, un singolo e un Mini Lp oramai andati ormai esauriti. Per l’occasione l’etichetta Area Pirata ha deciso di realizzare una compilation in grado di raccogliere il meglio del loro sound. Non fatevi mancare questa esperienza sonora, non ve ne pentirete. Alla via così.

Non è usuale che una band dopo cinque anni di vita pubblichi una raccolta, ma i Trip Takers avevano prodotto solo vinili, un mini, un single e un LP, presto esauriti e le richieste giunte da più parti, soprattutto dopo il successo dei loro live europei, ha indotto la label Area Pirata a pubblicare “Collection” che raccoglie quanto pubblicato fino a ora dai cinque messinesi. Come il nome lascia intendere è la psichedelia il terreno su cui si muove la band con un occhio ben diretto verso il garage degli anni Sessanta anche grazie ala scelta di una strumentazione analogica. Beatles, Byrds, Zombies sono i primi che vengono in mente come fonte di ispirazione. Le 18 tracce sono una vera gioia per le orecchie, un salutare salto indietro ai tempi gloriosi, fra tastiere acide, intreccio di voci alla West Coast, giochi chitarristici ora sognanti ora corrosivi, ritmi ballerini fra shake e beat. Insomma, al disco non manca nulla per affascinare e convincere chi ama le sonorità vintage, l’aria ribelle e sbarazzina che aveva travolto la gioventù nei sixties. I Trip Takes conoscono benissimo la scena beat e psych-garage e la riscrivono per chi ancora oggi alla musica chiede energia, spirito anarchico e un pizzico di sana follia contro il grigiore della vita moderna. Fra i brani i miei preferiti Misty Shore, dove brilla un fantastico organo, la scatenata Shake Appeal, il surf alla Beach Boys di Gamblin’ Gal, le ipnotiche trame psichedeliche di Wonder For A Way. Ma sono tutte le diciotto tracce che si ascoltano d’un fiato e con gran divertimento.

Maurizio Galli- musicalmind 25/06/2020

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