The Liars – Never Looked Back

CD digipack
Settembre 2018
Tiratura: 300 copie

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Etichetta: Area Pirata

10.00

1 disponibili

The Liars – Never Looked Back

BIOGRAFIA

The Liars nascono a Pisa nel 1985, dall’incontro del bassista/cantante Alessandro Ansani con il chitarrista/cantante Pier Paolo Morini. Il background neopsichedelico del primo, proveniente dagli Useless Boys, noti per Dream’s Dust Factory, un demo divenuto poi oggetto di culto, e le attitudini rock’n’roll dell’altro trovano espressione in sonorità che richiamano il garage punk e la psichedelia anni ’60, generi che sempre segneranno il percorso artistico della band.

Questa prima formazione, di cui fa parte anche il batterista Andrea Cecchi, nel 1986 realizza il demo tape ’86 Tears, seguito, l’anno dopo, dal mini-Lp Optical Sound (Supporti Fonografici, Milano) che include la hit She’s All Right.

Negli anni successivi, Ansani e Morini si avvarranno di diversi batteristi, che completeranno la tipica formazione a tre che caratterizza il sound del gruppo.
Nel 1988 i Liars realizzano l’album Mindscrewer (Tramite, Brescia) i cui dieci brani d’ispirazione neopsichedelica ottengono il plauso unanime della critica.
Nel 1990 l’etichetta tedesca Unique Records pubblica il singolo Cold Girl, il cui retro contiene Flashin’ e la cover live del pezzo garage Satisfaction Guaranteed.

A cavallo tra gli anni ’80 e ’90 la band offre i suoi momenti migliori nelle frequenti esibizioni live, anche in Germania e Svizzera, rafforzando il già solido rapporto con i propri fan e facendo da supporto ad artisti quali The Chesterfield Kings, The Fuzztones, Jesus and the Mary Chain e The Prime Movers. In quel periodo il sound del gruppo diviene via via più robusto e potente, come testimoniano le dieci canzoni del cd Shake Your Head, pubblicato nel 1994 dall’etichetta fiorentina Coffee House Music.
Dopo un ulteriore cambio di lineup, i Liars registrano le quattro tracce contenute nel cd Plastic People (1998) ed il singolo Looking At The Mirror / It changed my mind (2003), entrambi rimasti poi inediti.

I Liars tornano sulla scena nel 2009 con l’ingresso di Andrea ‘Vipera’ Salani alla batteria, offrendo con rinnovato entusiasmo ed ispirazione nuovi brani caratterizzati da una miscela di rock’n’roll, neopsichedelia e garage punk, che riavvicina il suono della band a quello degli esordi, come testimonia il 7″ double A-side Salvation/Can’t stay away from me, uscito nel Maggio 2010.

 


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NEVER LOOKED BACK

Tornano i Liars con un nuovo album di 8 brani originali, dopo un silenzio di 8 anni dalla pubblicazione del singolo “Salvation/Can’t stay away from you”. La band, formatasi negli anni ’80, mantiene la coppia originaria Alessandro Ansani, basso e voce e Pier Paolo Morini, chitarra e voce, con Andrea “Vipera” Salani, ormai da diversi anni, alla batteria.

Fin dall’inizio, questo power trio ha continuato a macinare song con un proprio inconfondibile stile a base di garage/psych/rock’n’roll senza mai guardarsi indietro, portando in dote al nuovo millennio un mix di scariche elettriche abbinate a melodie fresche, caratterizzate da testi oscuri e abrasivi. NEVER LOOKED BACK è sicuramente un album dei Liars, ma è anche diverso…

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Recensioni:

Ritornano i The Liars, una delle pietre d’angolo della mitica scena pisana del revival psichedelico che, anche in Italia, ha avuto il suo “zeitgeist” a metà degli anni ’80. Sotto la torre all’epoca ci fu – ma, come vediamo, qualcosa di quella stagione continua a dare i suoi frutti – grande fermento. Tutto ebbe origine grazie agli Useless Boys, autori di “Dream’S Dust factory“, un demo spaziale di garage-punk che, col tempo, si è ammantato di un alone leggendario. Degli Useless Boyss, oltre a Maurizio Curadi (Birdmen Of Alkatraz, Steeplejack) e Daniele Caputo (Birdmen Of Alkatraz, Standarte, London Underground e anche The Liars) faceva parte il bassista e cantante Alessandro Ansani poi appunto fondatore dei Liars con il chitarrista Pier Paolo Morini. Il loro disco migliore è sicuramente “Mindscrewer” del 1988, caratterizzato da sonorità neopsichedeliche.
Ora esce l’atteso ritorno intitolato “Never Looked Back“: in realtà, a dispetto del titolo, si tratta di un lavoro che continua a guardare al passato e, in particolare, agli anni ’60. Oltre ai citati Ansani e Morini troviamo lo storico batterista Andrea “Vipera” Salani. Devo dire subito che ci troviamo di fronte ad un disco convincente: il tempo non ha scalfito l’attititudine e l’ispirazione dei Liars: lungo le 8 tracce di “Never Looked Back” possiamo fare un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo per planare in una dimensione parallela fatta di suoni e colori della mitologica stagione psichedelica. L’ iniziale e potente “What Have You Learned?” ci fa entrare subito nell’atmosfera “vintage” del disco con le sue melodie decise e le chitarre ruvide. Il suono è molto energico e assomiglia a quanto il gruppo propone nelle sue esibizioni dal vivo ovvero un solido e trascinante garage e rock’n’roll. Si è forse un po’ persa la psichedelia di un piccolo capolavoro come “Mindscrewer” ma la musica è trascinante e ha il giusto feeling: è impossibile rimanere indifferenti a brani come l’energica “Dark Skin”, la bella ballata tipicamente ’60 “Like A Whistle”, la poderosa “Judge Your Way” – con le incisive e sporche sonorità della chitarra in grande evidenza – o la conclusiva e suadente “Absolutely Scared”. Ultimamente c’è stato un ritorno di questi gruppi del revival garage-psichedelico che, all’epoca, ho ascoltato e collezionato con devozione.
I No Strange e i Sick Rose sono sempre in pista così come gli Steeplejack e gli Strange Flowers: vuol dire che si trattava di artisti di spessore che suonavano per passione e non di semplici meteore salite sul carro per semplice moda e imitazione. Complimenti ad Area Pirata per aver creduto ancora in questo grande gruppo.

Vote: 3/5
Cesare Buttaboni – Debaser.it 25/10/2018

Al ritorno in scena dei Liars dedicai una recensione che, per le esplicite allusioni sessuali, non troverete mai nella cartella stampa della band pisana. Sappiate comunque che era una dimostrazione di entusiasmo. Quel rientro in pista del 2010 era un rientro che sembrava, vista anche l’esigua durata, destinato ad essere estemporaneo. Invece ecco adesso l’album che porta a compimento quell’abbraccio tentato fra Alessandro Ansani e Pier Paolo Morini e che porta a cifra tonda il numero di quelle tracce, aggiungendo ben otto canzoni.

Never Looked Back è un’immersione in quelle acque rigeneranti di certo power-pop. Non sono i primi “veterani” a decidere di volare come api attorno a quel fuco. E non saranno gli ultimi. Il suono dei “nuovi” Liars si muove in questa terra di nessuno dove il power-pop si fonde con certo glam e qualche vecchia reminiscenza del più classico guitar-sound degli anni Sessanta pur di sopravvivere all’assalto feroce del punk e dell’hard-rock da un lato, alle sabbie mobili del pop più becero dall’altro, sconfinando nei terreni coltivati dai Rain Parade e Three O’Clock

Pezzi come Cruisers of the Night, I Say to You, What Have You Learned, She Never Cries, He Never Smiles, Judge Your Way vanno proprio in quella direzione. Tenendo Alice al guinzaglio e mollando le briglie a un bel chitarrismo colorato che è il suono del Paese delle Meraviglie che le cresce attorno, avvolgendola.

Un po’ come accade ai Liars sulla copertina del loro album.

Un po’ come succede a noi che lo ascoltiamo.

Lys Di Mauro 01/11/2018

Tornano i Liars, stavolta con una formazione a tre con Andrea “Vipera” Salani alla batteria accanto ai membri storici Alessandro Ansani (bassista e cantante) e Pier Paolo Morini (chitarrista).
“Never Looked Back”, a dispetto del titolo, è un lavoro che guarda eccome al passato, come è lecito aspettarsi da una band che si ispira agli anni 60.
Otto pezzi ispirati che piaceranno molto agli amanti del garage e della neo psichedelia, quella di bands come No Strange, Sick Rose, Steeplejack e Strange Flowers, che con i Pisani hanno in comune, oltre al sound, anche il fato di essere in giro da molti anni, contribuendo a tenere alto il nome del revivial neoposichedelico Italiano.
Stavolta semmai i Liars aggiungono al loro repertorio vintage anche un tocco power pop e un pizzico di glam (Three O’Clock), perdendo magari quella parte più pesante che il sottoscritto prediligerebbe.
Ascoltate, per farvi un’idea, “Cruisers of the Night” e “She Never Cries, He Never Smiles, Judge Your Way”
Io preferisco comunque “Judge Your Way”, con una chitarra più sporca e cattiva, e “I Say To You”, con un certo non so che di Rolling Stones.

Voto: 3/5
Riki Signorini – Ribelli a Vita Blog 14/11/2018

Devo essere estremamente sincero le reunion mi fanno sempre una certa paura sopratutto quelle delle band che ho amato tanto e alle quali sono particolarmente affezionato. Ed è ovviamente con un certo timore che mi sono accostato a questo nuovo album dei Liars essendo uno fra gli spero molti che avevano consumato (e continuano a consumare) il loro primo ep, l’album d’esordio e la magnifica doppia raccolta su cd uscita nel 2012 su Area Pirata, etichetta per altro che mette la propria firma anche su questo loro ritorno.

l pezzo che apriva il loro primo parto vinilico, l’esplosiva She’s Alright, era un must delle cassette miste che registravo in quel lontano 1987 a dolci pulzelle che tentavo di concupire con la mia aurea di bohemienne; inutile dire che per loro ero un figo che ascoltava cose che nessuno conosceva ma che comunque l’avrebbero poi data a personaggi assai più pragmatici che non andavano oltre gli U2, ma sto andando fuori tema e quindi la pianto con i miei lamenti leopardiani e torno al tema di queste righe vale a dire le otto canzoni di questo album. Essendo davvero franco sono solo due i pezzi che mi sembrano più deboli rispetto agli altri e questi sono quello d’apertura e il terzo in scaletta ovvero Dark Sin, se posso muovere un piccolo appunto alla band è quello di aver messo in cima alla selezione due dei brani meno riusciti, ovviamente si parla di un mio parere opinabilissimo.

Ma che il gruppo avesse davvero ottime motivazioni per far uscire un nuovo disco lo si desume dagli altri sei pezzi tutti davvero al di sopra della media. Cruisers Of The Night è un confettino multicolore di pop psychedelico da gustare fino a consumarlo, Like A Whistle avviluppa e accarezza cuore e anima con la sua dolcezza , in She Never Cries, He Never Smiles aleggia lo spirito dei grandissimi Soft Boys, mentre Judge Your Way è un grande e riuscito esercizio di power pop energico di stampo tipicamente americano io personalmente ci vedo dentro l’influenza degli Smithereens del compianto Pat DiNizio, segue I Say To You a parer mio la summa del disco non per niente è la canzone numero sette il numero di maglia di George Best, di Marco Rossi e di Fabio Calcagno, chiude il tutto la morbida psychedelia alla Plasticland/Plan 9 di Absolutely Scared. Concluso l’ascolto sono proprio felice, ogni dubbio è stato fugato i Liars sono tornati (non che fossero proprio spariti visto che il loro ultimo vagito era datato 2010) solo perché estremamente motivati e vogliosi di dire la loro con la classe e l’attitudine di chi, lontanissimo da logiche di mercato, suona per il puro gusto di farlo e sono questi i presupposti che sono alla base di ciò che che amo sentire.

In coda a queste mie righe mi si conceda una parentesi “sentimentale”: fu quando ad un festival beat acquistai la ristampa che citavo poche righe orsono che ebbi la fortuna di conoscere Tiziano e Jacopo di Area Pirata; da quel giorno si sarebbe instaurato un rapporto di collaborazione, e d’amicizia, fra loro e me (e la webzine che state leggendo) che avrebbe fatto sì che ogni disco uscito per questa mirabile etichetta fosse recensito su Inyoureyes. Certe cose si potrebbero anche omettere, visto che il disco che con il disco in questione hanno poche se non nessuna attinenza, ma le recensioni le scrivo io e quindi consentitemi, bontà vostra, un piccola digressione per qualcosa che certe volte porta a vedere il mondo un po’ meno merdoso di quello che si rivela essere ogni maledettissimo giorno.

Voto: 8/10
Luca Calcagno – InYourEyes ‘zine 04/12/2018

Me li ricordo bene i Liars, da Pisa, quel RNR particolare ma non troppo, fra punk e psichedelia… roba che andava moltissimo allora.. i Liars si muovevano con grande disinvoltura e molti andavano pazzi per i loro live. Nati nel 1985, qualche pezzo, un demo e poi il via… alcuni cambi di formazione negli anni… per quanto riguarda la musica nel 1990 l’etichetta Unique Records pubblica il singolo Cold Girl… ma è proprio fra gli ’80 e i ’90 che la band si guadagna la fama nelle esibizioni live, anche in Germania e Svizzera, suonando in giro con Chesterfield Kings, Fuzztones, Jesus and Mary Chain e Prime Movers. Nel 1994 esce il CD Shake Your Head con la fiorentina Coffee House Music. Nel 1998 esce Plastic People, poi il singolo Looking at the Mirror/It change my mind nel 2003. Nel 2009 entra Vipera alla batteria e nel 2010 esce il 7 pollici double A-side Salvation/Can’t stay from me. Oggi rientrano in scena con questo nuovo lavoro contenente otto brani, a otto anni di distanza dalle ultime cose.
Lo stile è lo stesso, la verve rinnovata così come lo spirito, l’unica cosa cambiata sono i tempi che troveranno preparati gli estimatori della band e del genere e impreparati i “trendisti” di turno. Il disco comunque esce molto bene, liscio e potente quanto basta, mi piace molto l’uso della chitarra, qualche pezzo mi prende veramente bene, vedi Crusers of the Night. Accattateville!

Stefano Ballini – Trippa Shake Webzine 16/11/2018

Dei pisani Liars, tra i principali alfieri trent’anni or sono della stagione neopsichedelica italiana, avevamo perso le tracce nel 2010 in occasione dell’uscita del sette pollici Salvation che sembrava essere foriero dí un nuovo album. “Never Looked Back” esce solo oggi e chissà perché il terzetto composto da Alessandro Ansani (basso e voce), Pierpaolo Morini (chitarra e voce) e Andrea “Vipera” Salani (batteria) ci ha messo così tanto per dare alle stampe questo nuovo lavoro. Il terzo full length della formazione toscana si muove, e non poteva essere altrimenti, tra un rock’n’roll d’impatto e reminiscenze Sixties che arrivano direttamente dai primi giorni della band. Rock senza fronzoli dotato però di una capacità melodica non comune che trova una via di fuga in canzoni rotonde e senza tempo come Cruisers Of The Night , She Never Cries, He Never Smiles, Judge Your Way, I Say To You. Un gradito ritorno.

Voto: 7/8
Roberto Calabrò – Blow Up #246 09/2018

In giro da 33 anni i pisani Liars, dopo molti cambi di batteristi, si sono stabilizzati dal 2009 e si rifanno vivi a otto anni dalla pubblicazione dell’ultimo singolo “Salvation/can’t stay away from you”. Come nelle origini hanno mantenuto il sound neo-psichedelico con cui impazzavano negli anni ’80. Mantengono, in questo nuovo lavoro, inalterate le attitudini rock’n’roll, insieme agli istinti primordiali del garage-punk. Il disco risulta quindi completo e variegato. Si passa, infatti, dalle istanze hard rock, con forti tratti psichedelici di “Cruisers of the night” al rock’n’roll-beat anni ’80 di “She never cries, he never smiles”, fino allo psichedlic-funk-rock dei cinque minuti e mezzo di “Absolutely scared”. In mezzo troviamo i ritmi circolari in chiave semi-punk di “Dark sin”, il beat-rock di “What have you learned?” e il tiro rock squadrato e preciso di “I say to you”. Ben tornati the Liars!

Vittorio Lanutti – Freak Out 22/04/2019

Peut-être avez-vous déjà vu apparaître le nom de groupe italien qui à sévit depuis le milieu des années 80 jusqu’à la fin des 90’s qui pratiquait un Garage Revival entre 60’s Néo Psyché et Power Pop. Qui à un peu musclé son son au fil de sa carrière… Ils se sont reformé en 2009 ont sortit un nouveau signe l’année suivante, et enfin voici venu leur nouvel album.
8 titres en 32 mn d’un programme serré et tendu mais ambitieux et varié. Entre Paisley Underground et Freakbeat… Néo Psyché et proto Heavy (enfin quand même très mélodieux et pas trop velu)… Et toujours un amour pour la Pop musclé.
Liars sont toujours en forme et pertinent. Ils produisent une musique dans laquelle on entend clairement leur personnalité et surtout les chansons sont incroyablement bonne !!!
Dès la 3éme écoute je me suis rendu compte que ces mélodies avaient déjà laissé une trace en moi. Un disque très jubilatoire et profond.

Bertrand Tappaz – 12/11/2018 – VOIX DE GARAGE GRENOBLE

Interviste: