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Fall Out American/anti

Lp/Cd
Ottobre 2003
Tiratura Lp: 500 copie
Tiratura Cd: 700 copie

Formato: Genere:

10.00

Label

Area Pirata

200 in stock

Fall Out American/anti

(New album remembering their roots, so powerful & raving HC/Punk with a touch of melody!! They’re still alive from the early 80s!!) E’ uscito il nuovo Lp/Cd dei Fall
Out
.
12 tracce di potente HC/punk. Tutta la parte
grafica è realizzata da Mass Mosrite, bassista dei The
Manges di Las Pezia.
Nella formazione ci sono oltre ai membri originali (Beppe/basso
, Giampus/batteria, Marco Rinaldi/chitarre), 2 nuovi ingressi:
Berta Massi alla voce e Carlo Nicoletti ai synth e campioni.
Il disco è stato registrato nel loro studio a La Spezia
e se musicalmente segna un ritorno al vecchio sound Hc della band,
abbandonando le voglie di crossover dell’ultimo ep “Neuropa”,
le liriche sono ancora più dirette nel taglio politico.

I FALL OUT Nascono nel 1979 a La Spezia e da subito
si pongono nel neo nato panorama punk italiano come una
delle realtà più incisive grazie all’alto
spessore musicale e al pensiero politico espresso nelle
liriche che sino all’uscita del 7” autoprodotto
nel 1983 rimangono in inglese per essere successivamente
cambiate in italiano proprio per risultare più dirette.
Si va dalla denuncia delle brutalità della guerra,

pilastro
della nostra società “criminale” alla
lotta contro
l’oscurantismo della religione, dall’antimilitarismo
alla necessità dell’unione tra i Punks.
Nel 1985 esce la demo “ Zona d’insurrezione”
e nel 1988 il primo Lp “Mondo criminale” (Cobra
Rec.),la loro validità viene esaltata in questi anni
non solo in Italia ma anche all’estero da personaggi
come Biafra e dalla rivista Maximum r’n’r.
Nel 1992 esce “Xenodrome -il circolo dell’odio”(Cobra
rec.) che vede l’alternarsi alla chitarra di Marco
Rinaldi con Andrea Villa (Incivili). La formazione torna
ad essere quella originale con l’uscita dell’Ep
12” autoprodotto “Neuropa” nel 1996 (Benzo
– Voce, Marco – Chitarra, Beppe – Basso, Giampus
– Batteria)
Ad oggi la formazione è di nuovo
cambiata con l’abbandono del cantante Benzo sostituito
da Massimiliano e l’ingresso di Carlo ai campionamenti.Nel
nuovo album, nonostante questa apparente svolta sonora con
l’approdo all’elettronica in pianta stabile,
il sound della band sembra essere tornato quello degli esordi
con la riscoperta di quell’aggressività e irruenza
punk/HC che li ha resi grandi ed ancora stimati a 23 anni
di distanza dalla loro nascita.

 

HAVE YOU LISTEN THIS RECORD?

REVIEW

Tornano con dei cambiamenti significativi al loro interno i FALL OUT, ci riferiamo al nuovo vocalist Massimiliano Bertagna, che sostituisce degnamente Benzo, e a Carlo Nicolini, responsabile dell’inedita anima elettronica.
Intendiamoci, questo non svilisce minimamente l’attitudine punk hardcore del combo ligure, anzi, piuttosto, contribuisce ad arricchire stilisticamente la psrospettiva estetica del progetto.
Americananti (Area Pirata/Kick Promotion) oltre a progredire l’indole antagonista di ascedenza Dead Kennedys, svela un simgolare riadattamento punk wave che enfatizza le procedure drammatiche e urgenti ancorate al messaggio politico.

Stefano Morelli – Rumore 07/04

Negli ultimi anni , per le mie ricerche sulla new wave/punk italiana anni ’80 , ho accumulato/ascoltato centinaia di “antichi” demo e dischi d’epoca.
E penso tranquillamente di poter affermare con una certa “competenza di causa” che il primo ep dei FALL OUT (Criminal World/ Work Instigates/ Sick City / Reagan Hysteria /Punx United/ Religious Carnage / Sucks, anno 1983) si caratterizza , complessivamente , come uno dei migliori ep punk/hc prodotti in Italia nel corso degli interi anni ’80.
Punx United, in particolare, rimane ancor oggi un anthem di rara potenza. Sono convinto che se quel singolo fosse uscito in Inghilterra e non a La Spezia (ricordiamo che quegli erano anni nei quali UK bands musicalmente piuttosto risibili come Exploited o Anti-Nowhere League vendevano svariate migliaia di copie), avrebbe potuto avere un seguito piuttosto consistente, anche in termini di puro riscontro commerciale.
Mi fa percià piacere vedere che, grazie ai ragazzi di Area Pirata, i Fall Out sono tornati ad incidere un disco ufficiale (il loro ultimo lavoro era il 12″ “Neuropa” del 1996).
Abbandonate le tentazioni crossover presenti in alcuni dei loro dischi precedenti, AmericanAnti segna un deciso ritorno della band spezzina alle tematiche del più classico hc ,anche a livello di lyrics.
La tipica weltanschauung che caratterizza i Fall Out da ormai 24 anni (antimilitarismo / lotta al “criminal world” del tardo-capitalismo ecc.) ritorna urlata più che mai e trova nuovi (vecchi?) bersagli vista l’attuale , tragica evoluzione della scena politica internazionale.
Tra i brani più riusciti dell’album citerei sicuramente Due Minuti HC, Premio Produzione, Colle Della Battaglia e Americananti dove piugrave; decisamente si sente l’irruenza e l’expertise di chi sa suonare hardcore punk da decenni.
Rispetto a molte altre rentrèes, spesso non del tutto convincenti , i Fall Out hanno ancora qualcosa da dire.
I fans dell’old school hc apprezzeranno.

Michele Ballerini – Alernatizine 12/04

Chi non conosce i Fall Out, al di là di questo cazzutissimo disco nuovo, per me ha due possibilità: la prima è smettere definitivamente di leggerci, e la seconda è documentarsi gratuitamente sul loro sito, tramite il vecchio materiale ormai introvabile che i nostri hanno rimesso integralmente in circolazione in mp3.
E se questo la dice lunga sulla loro attitudine, idem leggasi con patate per quanto riguarda la continuità, che ha portato gli storici spezzini – pionieri del punk anarchico negli anni in cui nasceva la vecchia scuola – ad uscire indenni dagli ottanta, passare attraverso mode, tendenze e fenomeni di costume e reinventare e maturare di volta in volta il proprio stile, mai immobile nel tempo ma in costante, obbligato divenire. E se i Fall Out giungono oggi, ancora una volta, al massimo della forma sulla nostra tavola, una ragione senza dubbio c’è, e risiede, a mio avviso, nel loro reale talento musicale, che non vive di ricordi, nostalgia e improponibile revival, quanto piuttosto di una sana, inalienabile e viva urgenza quotidiana.
Americananti, successore sulla lunga distanza, in ordine cronologico, del più sperimentale Neuropa (1996), è il primo album con il nuovo cantante Massimiliano (sostituto dell’originario Benzo) e il primo in cui il gruppo si avvale in pianta stabile dell’elettronica (Carlo, ai sintetizzatori e campioni, è infatti la seconda e ultima new entry): imprevedibilmente, però, il sound ritorna prepotentemente all’hardcore degli esordi, con una tecnica ineccepibile e delle linee vocali tutte cantate in italiano, che riportano, nel complesso, ai migliori episodi del precedente Xenodrome (molto difficile, ascoltando il tellurico opener Due minuti H/C, non pensare immediatamente all’ormai classica Kit per tagliare).
Il disco, come il titolo stesso potrà facilmente suggerire, è una sorta di concept, nella migliore accezione del termine, per quanto riguarda le liriche, dove l’abituale retorica dei gruppi cosiddetti “politicizzati” lascia invece il posto a una serie di visioni che scavalcano idealmente realtà apparentemente insormontabili, come l’arrivismo biologico che sta deprezzando la vita rispetto al potere, in Italia e nel mondo (provate un po’ a chiedervi chi cazzo avete votato quest’anno, e pensate un attimo al suo stile/ideale di vita prima di rifarlo). “Un mondo diverso è possibile”, frase incastonata più volte tra i solchi di questo ciddì, mi suona più o meno come il “Tutti i governi cadranno, vedrai” cantato a suo tempo da Fausto Rossi. E la sensazione di sollievo che mi procura è la medesima.
In conclusione: se Jello Biafra o Maximum Rock’N’Roll hanno esaltato i Fall Out già quindici anni fa, nonostante le mille produzioni straniere di cui erano certo subissati, è ovvio che almeno uno stile inimitabile, a dispetto degli anglofili convinti, nasce esattamente a casa nostra. E faremo bene a ricordarlo sempre.
Comprate assolutamente, se avete capito qualcosa di tutto quest’articolo.

Simone – Lamette 28/06/04

Quando la copertina ti fa capire subito davanti a chi ti trovi di fronte…vedi queste cinque persone che ormai ragazzi non lo sono più da tempo, scuri in volto, che non indossano magliette con il logo di qualche band californiana e intuisci che stai per ascoltare un disco di quelli sinceri, con tanta rabbia dentro e pieno di contenuti, e le apparenze non ingannano.
La voce roca di Marco Rinaldi (che ricorda un po’ un altro celebre Marco, leader dei Klasse Kriminale) si accompagna ad un punk rock non particolarmente veloce ma di grande impatto che si avvale dell’uso di un sintetizzatore per ricreare le atmosfere tipiche degli anni 80 e staccarsi dai clichè del genere.
10 tracce, tutte in italiano (tranne una in inglese, l’unico momento fiacco del disco causa una pronuncia non proprio anglofona) che non durano mai meno di tre minuti e che rappresentano finalmente un qualcosa di diverso da quello che si sente usualmente in giro, ma proprio per questo immagino che rimarrano un gruppo abbastanza di nicchia mentre i kids continueranno ad acclamare le solite pop-punk-idiot-band…purtroppo funziona cosìma se viene in mente di allargare i vostri orizzonti questi Fall Out sono un buon punto d’inizio.
Ultima nota di merito, in accordo con la filosofia del nocopyright i loro 4 album precendenti sono interamente scaribabili dal loro sito.

Stay Punk ‘zine 02/04

Attivi sin dal 1979 e, a detta loro, già guadagnatisi abbondantemente la stima e le parole di supporto di gente del calibro di Jello Biafra, arrivano al quarto disco (più un ep) gli spezzini Fall Out.
Punk/Hardcore fortemente schierato e anticonformista è quello che i nostri vomitano incessantemente nelle 11 tracce di questo Americananti che, già dal titolo, lascia intuire le tematiche del disco.
Le canzoni sono tutte tese, pervase da una, nemmeno tanto, sottile tensione, sempre pronta a sfociare in un urlo di rivolta o di denuncia. La band è brava e ha le idee chiare, sa alternare parti più melodiche ad altre più tirate in pieno stile hardcore. Molto belle Facce Da Maiali, Premio Produzione e Possibile, anche se forse quella più bella e al tempo stesso più irriverente è Americananti, dedicata a George W. Bush, definito “becchino americano”.
Non è il caso di dilungarsi troppo, chi è amante di queste sonorità sicuramente conoscerà già i Fall Out e saprà cosa aspettarsi, per tutti gli altri potrebbe essere il momento buono per avvicinarsi a queste sonorità. Sempre ammesso che non crediate alle storielle dei comunisti che ammazzano i preti e mangiano i bambini. Il voto in basso è puramente indicativo.
Voto: 6,5/10

Luigi ‘Gino’ Schettino – EUTK.net webzine 09/04

 

I Fall Out di La Spezia, attivi dal 1979 e protagonisti della gloriosa scena hardcore nazionale, arrivano oggi a produrre un lavoro che riesce a coniugare il passato con il futuro in maniera originale e convincente.
Il passato emerge prepotentemente nel sound tipicamente hardcore che contraddistingue i brani, potenti anthem di pura rabbia accacì in grado di colpire al cuore chiunque ami il genere. Il futuro risiede nell’uso dell’elettronica che si infiltra nei brani senza snaturarne l’essenza, al contrario aggiungendo un che di malato e di insidioso al sound della band. Un connubio apparentemente spiazzante e destabilizzante, eppure portato a termine senza uscire dalle righe e con un dosaggio accurato degli elementi per non togliere un grammo di forza all’urto della bomba hardcore.
Il prodotto finale di questa folle copula è un album intrigante e trascinante che si lascia ascoltare d’un sol fiato e che rende giustizia al nome dei Fall Out, non solo sul piano musicale ma anche nel non semplice sforzo di trattare temi politici in maniera personale e senza cadere nei beceri stereotipi troppo spesso utilizzati da colleghi più o meno illustri.Convincente anche la prova del nuovo cantante, a proprio agio nel difficile compito di inserirsi in una formazione con moltissimi anni di attività alle spalle.
C’è molto da imparare da una band che è riuscita a rinnovarsi senza apparire il classico gruppo di sopravissuti alla ricerca di una nuova identità. Prova superata alla grande.
Back to the future

Michele Giorgi – HMP webzine 17/09/05

 

Veramente un grande album quello dei liguri Fall Out.
Il giusto connubio fra hardcore punk old school e la melodia della scuola californiana.
Testi graffianti, rabbiosi e politici che denunciano le brutalità della guerra, l’oscurantismo della religione, la necessità di unione fra i punx.
Musica veloce, ritmo incalzante, melodia che ti prende. La miscela di questi due elementi ha come risultato un album esplosivo e al contempo originale, un misto di generi che al giorno d’oggi è difficile da reperire nella scena italiana.
Essendo in circolo da 23 anni i Fall Out si meritano anche un complimento per la longevità e per l’immutato entusiasmo.
Un album da avere.

Punk Punk Punk webzine 06/04

Gruppo affermato nell’ambiente musicale nostrano ormai dal lontano 1979, i Fall Out ci deliziano con un’altra chicca di violentissimo hardcore, fortemente politicizzato e terribilmente sentito; il disco ci riporta al loro vecchio stile, un sound potente e diretto, senza compromessi, grezzo, ma allo stesso tempo abbellito dall’elettronica che dà quel qualcosa, che rende particolare l’insieme: sembra infatti che abbiano ormai trovato il loro mood perfetto con questi ultimi ritocchi, rinunciando al contempo ad un sound crossover come nel loro album precedente “Neuropa” e graffiando sempre di più con le loro lirics, ancora più dirette ed esplicite (come la canzone Due Minuti H/C, in cui h/c sta per hardcore, ma anche per Arcore, dal “cavaliere vile traditore”…)
Diciamo comunque che l’impatto che questa musica ha su chi l’ascolta, lascia un po’ perplessi, come è capitato a me quando ho messo su il cd: mi trovate di parte, quindi sono d’accordo con quello che dicono, vomitando sopra la società “criminale”, come loro stessi amano definirla, lottare per una società più libera, un NO secco alla guerra, un’aperta denuncia alla chiesa, che s’impone nella e soprattutto sulla nostra vita.
Musicalmente parlando, sono maestri che vanno avanti dal ’79 (pur avendo avuto i loro alti e bassi , tra cambi di formazione e l’aggiunta di nuovi membri), quindi il livello è naturalmente piuttosto alto e sicuramente non c’è bisogno di ulteriori parole a riguardo, per quanto riguarda la voce, una nuova entrata, mi ricorda molto i vecchi Punkreas di “90/93”.
Consiglio caldamente questo cd, apre gli occhi su ciò che ci circonda, sull’Italia in cui viviamo, che sicuramente non è quella di una volta…

Brujo – Punk Drunk webzine 11/03

 

Chi segue o seguiva la scena indipendete italiana sicuramente si sarà imbattuto nei fall out , storico gruppo italiano pionere del punk anarchico nazionale e attivo ormai da parecchi anni, per la precisione dal 1979. La band ha all’attivo innumerevoli concerti in italia e nel mondo, osannati negli anni che furono, da personaggi del calibro di jello biafra e da zine quali maximum rock’n’roll. Sorge quindi spontaneo il domandarsi : “ci troviamo davanti ad una band ormai sterile o ad un gruppo che va oltre alla squallida band e che tira avanti senza un briciolo di passione?”
Quindi, tralasciando l’inutile tessitura di lodi, ci prestiamo all’ascolto di questo disco che in un sol colpo riesce a spazzar via i miei dubbi
“pre-ascolto”. Infatti ancora oggi, dopo ben 23 anni dalla loro nascita, i fall out riescono ancora a stupire evolvendosi attraverso gli anni pur riproponendo un classico “arcore italico”.
Ovviamente non troviamo sostanziali innovazioni musicali, anzi le analogie con il passato sono molte. Infatti non è difficile, durante l’ascolto, che capiti di associare alcune canzoni del cd con loro vecchi dischi del passato, primo fra tutti Xenodrome, discone del 1992 che comunque aiuta a rendere più piacevole l’esperienza per i nostalgici della vecchia scena.
Parlando dei testi,come era ovvio aspettarsi per un gruppo del genere, ci troviamo di fronte a liriche di un certo spessore politico in puro stile fall out che risultano sempre intelligenti e ragionate. Concludento è quindi bello vedere come ci sia ancora, nell’affollato panorama di produzioni italiane tutte uguali, chi sa andare avanti anche guardando indietro.

Puerkapunk – PunkForFun.it webzine 12/04

Vi ritrovate 11 euri e 50 centesimi in tasca e non sapete cosa farne?
Comprate questo cd!
Sapete già cosa fare di quei soldi? Abbandonate i vostri progetti e comprate ugualmente questo cd!
A primo impatto le sonorità della storica band italiana, appaiono chiaramente cambiate rispetto al passato. Il loro metal-punk-core si è evoluto divenendo meno cupo e più orecchiabile, ma nonostante l’evoluzione i Fall Out restano per me un mistero! Impossibili da catalogare!
Il cd contiene hadrcore, elettronica, rock e tanto altro. Ogni brano ha dentro un qualcosa di “sperimentale”. Ogni testo merita di essere ascoltato in ogni sua sillaba.
36 minuti circa di rara bellezza ed intensità tra i quali i miei preferiti sono i 3′ e 32″ di Colle della battaglia.
Ce ne fossero di gruppi così…

Camillo – Clockwork Legion webzine 07/04

Son tornati !!!!!!!!!!!! I FALL OUT sono di nuovo tra noi….una delle più grandi punk bands che l’Italia abbia mai avuto,un po’ sottovalutati (mai capito il perch´) ma grandissimi sempre…
Questa loro nuova fatica compensa in pieno la loro lunga mancanza sulla scena,anche se i nostri sono sempre stati soliti a far trascorerre parecchio tempo tra un disco e l’altro.
Inizialmente mi era sorto un dubbio leggendo le righe della presentazione di questo AMERICANANTI: “nonostante questa apparente svolta sonora con l’approdo all’elettronica in pianta stabile…”.Temevo in uno stravolgimento totale del suono originario della band…e invece no! I FALL OUT ci fanno saltare, ci fanno urlare, ci caricano di adrenalina con il loro eccezionale hc/punk a volte un po’ metalluso,il sound degli spezzini è travolgente,i testi da cantare a squarciagola (sempre un gran merito cantare in italiano)…andatevi a sentire COLLE DELLA BATTAGLIA e poi mi saprete dire se ne siete usciti indenni…e l’elettronica di cui prima parlavamo? Niente paura,quei pochi campionamenti risultano assai efficaci nel rendere il sound ancora più granitico…
Ma è totalmente inutile stare qui a tentare di descrivere questo gran ritorno dei FALL OUT, è assai difficile trovare le parole che combacino con quello che questo AMERICANANTI riesce a trasmettere, l’unica cosa da fare è appropriarsi al più presto di una copia del cd.

Roby – In Your Eyes ezine 07/04

Definire i Fall Out come un gruppo potente e squilibrato è poco, questi solo delle vere bestie musicali, sono degli incazzati perenni, vivono di grida al fulmicotone e schiaffi nuclearmente ineccepibili.
Il loro punk/hardcore è qualcosa di micidiale sotto tutti gli aspetti, il loro sound, è un sound cattivo, aggressivo, dinamitardo, fanno di tutta la loro musica un casino generazionale impicciato. I loro testi, politicamente interessati, sono delle grida di cattiveria all’incontrario, sono di denuncia, dicono cose e fatti, che in molti, avrebbero persino paura di parlarne.
In realtà nonostante tutto ciò, non sono uno di quei tanti gruppi interessati a farsi conoscere, loro fanno il tutto in silenzio, in modo da far conoscere alla gente le vere verità delle brutalità del nostro paese e del nostro mondo, tutto qua.
Conosciuti non lo sono tanto, ma forse solo per loro volontà, infatti sembrano abbastanza restii a farsi amare da tutti i kids della nostra penisola e questo forse è più un limite che un pregio, in fondo il nascondersi dietro un muro non serve a niente, perciò tanto vale farsi vedere, farsi sentire. Anche se di base sono una band punk/hardcore, nel loro cuore e nelle loro sonorità, c’è una grassa, grossa forma di punk Oi!/street punk, evidenziata specialemtne nei pezzi come Possibile, Facce da maiali e Colle della battaglia.
Il mettere la politica e le tematiche sociali in ogni passaggio dei testi, li fa assomigliare nettamente ai Los Fastidios, gruppo storico della scena street Oi! italiana. Oltre quei tre pezzi già citati, degli di nota anche le tracce Americananti e Io per te.

Piff – Passione Alternativa Webzine 06/04

La Kick Promotion Agency ci propone l’ennesima band approdata alla sua corte, i nostrani Fall Out, hard core band in attività dal lontano 1979.
I Fall Out vanno innanzitutto premiati per la passione dimostrata in tutti questi anni nei confronti della musica estrema, 20 anni di esperienza maturati all’interno di una scena musicale non facile da affrontare come quella italiana … in oltre 20 anni di carriera la band di La Spezia può vantare, tra 7″, demo ed lp, diversi lavori, ma con l’uscita dell’album Americananti, le spettano i migliori complimenti per aver realizzato un disco hard core compatto e violento.
Americananti si compone di brani graffianti, brani dal sound moderno, arricchito dall’uso di sintetizzatori e campionatori, ma che a tratti lasciano trasparire un interessante aspetto melodico: la voce di Massi, abbastanza calda, risulta molto adatta al genere, mentre sono ben inseriti nei brani gli sporadici interventi della voce femminile e dell’armonica … eccezionale nel brano In Basso una citazione tratta dal fantastico film “Natural Born Killers”.
A valorizzare Americananti contribuisce una produzione al top … ottimo disco.

Rakos – Wild ‘zine 07/04

Di La Spezia e attivi ormai dal lontano 1979 i Fall Out tornano con un nuovo disco e con un nuovo cantante dopo il precedente “Neuropa” uscito nel 1996.
Durante quasi 25 anni di carriera i Fall Out sono sempre stati una realtà abbastanza incisiva nel panorama punk/hardcore nostrano, la loro validità è stata spesso riconosciuta anche all’estero da personaggi come Jello Biafra e dalla rivista Maximum Rock’n’Roll.
Come detto nuovo cantante per il gruppo che aggiunge anche un nuovo membro alla line up che si occupa dei campionamenti. Proprio l’aggiunta di parti elettroniche qua e là nel disco a mio parere rappresentano il punto di forza di questo Americananti, la nota positiva che probabilmente ne vale l’acquisto.
Per chi non lo sapesse i Fall Out fanno un Punk/hardcore rabbioso, come lo era ai loro esordi, le liriche sono in italiano e trattano tutti argomenti politici/sociali e di protesta. Una cosa però che a me non piace devo dire è la voce del cantante che mi ricorda troppo quella di alcuni gruppi oi italiani che a me non sono mai piaciute, ma questa è una cosa totalmente soggettiva.
Il booklet purtroppo è minimale, si poteva fare un po’ di più, almeno metterci i testi anche se essendo in italiano si capiscono ugualmente.
Niente di sostanzialmente innovativo in questo disco, a parte l’aggiunta di campionamenti, ma comunque il disco si mantiene tutto su di un buon livello, per chi non li conosce può essere un buon inizio, visto che come già detto le sonorità sono simili a quelle degli esordi, per chi invece li consoce credo che possa andare tranquillamente a colpo sicuro perché non ne rimarrà certo deluso. Voto 7/10

Valentina Vigo – Zero Magazine 07/12/04

Cazzo, un grande ritorno e un grande disco di HC/Punk…
Quando nell’83 presi il loro singolo mi resi subito conto di avere tra le mani qualcosa di speciale… Oggi ho la stessa impressione.
Grazie ragazzi di averci fatto questo regalo. Musicalmente è un ritorno alle origini abbandonando il crossover dell’ultimo ‘Neuropa’, mentre i testi sono ancora più diretti.
In formazione ci sono 2 nuove entrate Massi, che ha sostituito Benzo alla voce, e Carlo ai synth e campionatori. La grafica è di Mass dei The Manges di Las Pezia.
PROCURATEVELO CON OGNI MEZZO!

Marco Balestrino – Kriminal Klass n.9 2004

I Fall Out sono attivi fin dal 1979 ed hanno mantenuto in piedi l’ondata Punk che

venticinque anni fa lì colpì e li stregò per sempre.
La band ligure continua, tra i comprensibili cambi di line up, a camminare sulla

strada della coerenza, malgrado i campionamenti siano entrati a far parte della band,

il suono continua ad essere potente e viscerale come quello degli esordi.
Continua anche la lotta sociale che i Fall Out portano avanticon i loro testi

antimilitaristi contro la guerra (espresso in ‘Colle della Battaglia’, colonna

portante dell’economia, e contro l’oscurantismo della religione.
Tra i brani più di spicco troviamo l’opener ‘Due Minuti Hardcore’ nella quale

la band fa un simpatico gioco di parole tra Hardcore e Arcore, vi lascio

immaginare.
Apprezzabile la citazione ai vecchi CCCP nella cantilena ‘Facce da Maiali’ che

ripercorre la storai del Punk italiano anni ottanta.
Conclude ‘American-anti’ inno contro il governo Bush.
Un altro tassello nelle lunga storia dei Fall Out che si ripropongono ancora come una

delle più valide alternative del panorama Punk italiano, coerente e, verrebbe

da dire, fedele alla linea, senza compromessi.
L’album è autoprodotto e distribuito da Area Pirata
Voto: 7

Paolo Franzoni – RockHard 07-08/04

INTERVIEW

Chris BCT San Diego – USA 23/02/04
Intervista realizzata da Chris della BCT di San Diego vs Fall Out. Chris con la sua BCT è sempre stato molto attento alle scena HC-Punk italiana degli anni ’80. Spesso ristampando per gli USA alcune demo-tape autoprodotte che uscivano in Italia e dando in ogni caso un grande supporto a tutta la scena. Vedi l’organizzazione del tour americano dei Raw Power…
L’occasione dell’intervista è data dall’uscita di American-anti

1) I can’t believe it but as much as I know your name as a classic early 80’s Italian punk band, I can’t remember if I’ve ever heard your music. I see that you arelisted on the flyer for the Last White Christmas gig on 12-4-83 but you were apparently not recorded, at least on the tapes we got for BCT. I always wondered about that.
Did you play that gig? If so, do you know why you were not recorded or why youare not on the LWC tapes?

1) I don’t remember anything about that Last White Christmas gig on 12-4-83.I’m sure we didn’t record anything
2) All I can find of a discography of FALLOUT is the Kill From the Heart site shows an ep and the reissue of it on Furious Italian CD in 1995. Is that the only release of FALLOUT
2) No, it is just our first ep, I think. Fall out record one ep 7″ (FALL OUT), two lps (MONDO CRIMINALE, XENODROME), one ep 12″ (NEUROPA) and now we have just recorded AMERICANANTI. This is the chronological order. You can download free all the recordings (mp3 format) in our website www.fallout.it except, obviously, the last one, americananti, which is distributed by www.areapirata.com.
3) What were the years the band existed?
3) The band starts in 1978/79 with different members. At the end of 1979 the singer, Benzo, meets Marco, guitar, Beppe, bass guitar, and two other guys, Alessandro, guitar, and Graziano, drums.
We play a lot in La Spezia and surroundings, where we still live, in Bologna and surroundings and in many other Italian towns, obviously in the circuit of squats.
The band soon changes: Graziano and Alessandro leave the group for personal reasons and Giampus is the new drum player. Now we have the historical formation: Marco, guitar, Giampus, drums, Beppe, bass guitar and Benzo, voice. The band records the first ep and after a short while Mondo criminale, then makes Xenodrome, which is recorded with Andrea at the guitars because Marco temporarly stops playing with the group. Then we record Neuropa, which is our most difficult work because of the hardness of sonority.
After Carlo joins the band with the sampler and in 2003 the new album, Americananti is realesed, again in the groove of hardcore tradition.
4) Do you have live tapes of FALLOUT? Wanna trade? If the recording
quality is good are you interested in BCT releasing it as a live tape? Maybe with any demo(s) added to make a full 60 minute tape (or a split tape with some other band from that period that you know?).

4) No, we don’t have any official live recordings. All our songs can be downloaded free from our website.
5) Did any other Italian punk bands tour the U.S. besides RAW POWER 1984, INDIGESTI and CCM 1986? that you know of?
5) No, I don’t know any other ones.
6) Did FALLOUT tour outside your city?
6) Yes, in a lot of towns and cities, always in suats, such as Rome, Florence, Bologna, Genoa, Milan, Brescia, Pisa, Leighorn, Turin, Savona and so on…
7) The Italian HC bands of the 80’s clearly had/have a different sound than the rest of the punk world. I asked the CCM guys in 1986 and they said the reason probably was that there was no rock history for Italy so the punk formed free form without that rock base that was present in so many other Westernized countries. What do you think?
7) I suppose the answer is correct but I’d like to add that Italian punx are the most involved in politics and they don’t follow any fashion or trends.
That’s why the music produced here has some features which make it different from the music of other countries, where this involvement doesn’t exist.
8) T.V.O.R. was one of the best zines I ever saw, well laid out, beautiful printing, great size and virtually all in Italian. Do you have infos about it? Does it still exist? Is the great Stiv Valli still around and does he have an amazing collection of world punk?
8) T.V.O.R. (teste vuote ossa rotte = empty heads broken bones) no doubt was the smartest and most enjoyable zine in Italy. I don’t know anything of it at present anyway I know Steve is still around.
9) Do the punx in Italy today know about the wonderful early/mid 80’s
Italian punk?

9) Italian punx, though young, know the past of the movement in italy very well, just for the mentioned reasons (political engagement, little fashion, few trends…)
10) Is there some source where a discography exists of the bands from this period? Particularly on the Internet? Or at least in some zine(s)?
10) I don’t know but you will surely find something about it in the net.
11) How do the punx from that era get along with modern punx who are maybe 15 to 25 years old?
11) The relationship between them is extremely good.
12) What access did punx in those days have to punk from around the world?
I remember we used the international mail system quite nicely with letters
and packages to trade. Did you have some punk record shops? Distributors?

12) I remmeber there was an effective net of communication by mail all over the world. I happened to know that some people in Brazil listened to Fall Out. Now everything has changed thanks to the Internet.
13) What happened to most of the punx from those days? Married? careers? forgetting about punk? or still involved? It is clear you still are.
13) Besides us, a lot of people are still involved. An Italian punk hardly erases, forgets or denies their past.
14) How are reissues going? It appears around the punk world cds and lps of punk from the past continues to be reissued.
I think it’s excellent because so many of the original releases were limited pressings. Heck, even the reissues are, but that’s the little price we pay for punk not being commercial. It’s just for ourselves. About how many cds or records are commonly pressed in Italy, 500? 1,000? And are repressings common?

14) In Italy 1,000 or 1,500 copies are usually realesed, not more, and they are hardly ever reprinted. We don’t have a certain kind of musical culture.
Maybe now people’s musical ear has moved to harder and tougher sounds, and this is an advantage for us.
15) Are there pictures, tapes and flyers available today from that period?
Can people get copies of them from the Internet or by contacting some punx
today in Italy?

15) As far as I know there aren’t any, not in an official circuit anyway. But you might contact some old bands through the Internet.
16) How did punx dress in those olden days? Do they still dress that way today?
16) Obviuosly are clothes were “:classical”: chiodo (biker’s black leather jacket), studs, coloured hair in impossible shapes…
however I still say there was a huge difference between Italy and the rest of the world about punk fashion. I suppose it existed but it was and it is just a complement to true punk values and ideas.
17) What do you think of the Italian punk music today compared to those
ancient bands from that earlier period?

17) I don’t see enormous differences, maybe at present Italian punk music is a little more interested just in music and less in other fields.

Michele – Audiodrome 03/07
Formatisi nel 1979 e autori di lavori incisivi come Mondo Criminale, Neuropa, Xenodrome e il più recente AmericanAnti del 2003, ai Fall

Out mancava ancora una testimonianza live capace di riportare su CD (o magari DVD) l’atmosfera e l’energia delle loro esibizioni su palco.

Sembra finalmente giunto il momento di porre rimedio a questa lacuna, per cui ci è sembrato opportuno andare a raccogliere informazioni

direttamente alla fonte.

1) 1979-2007, di tempo ne è passato dalla nascita dei Fall Out e di palchi ne avete calcati parecchi, come mai allora solo oggi avete

deciso di realizzare un album dal vivo? Credi che sia più una sorta di rendiconto su quanto fatto dalla band nel corso degli anni o

piuttosto una celebrazione dell’attuale momento di particolare forma?
1) Varie cose, tra cui il fatto di non aver mai realizzato nulla dal vivo, la voglia di farlo, oltre a questo stiamo pensando di fare

addirittura un dvd sempre con la base del concerto dal vivo inframmezzato da immagini e vecchi video in nostro possesso, anzi se qualcuno

avesse qualcosa ci farebbe piacere poterlo avere magari da inserire all’interno di questo progetto. La parola rendiconto mi suona un po’ come

di atto finale e quindi cosa triste, certo non siamo più ragazzini, ma la voglia e gli intenti sono sempre i medesimi.
2) AmericanAnti è uscito nel 2003, cosa è successo in questi ultimi anni? Ci sono stati eventi/cambiamenti significativi nella

band?

2) Nel disco AmericanAnti era nella formazione anche Carlo al campionatore, ora collabora sempre con noi ma non nella formazione, sua per

esempio è l’idea della realizzazione del dvd, quindi la sonorità del gruppo si è fatalmente rispostata su temi

hardcore-punx.
3) In questo ultimo periodo avete partecipato al TVOR tour. Che ricordo avete di questa esperienza e come vi siete trovati a dividere il

palco con vecchi amici?
3) Ritrovare vecchi amici è sempre una bella cosa, ti aiuta a riallinearti con te stesso, a ritrovarti nei tuoi compagni di

avventura.
4) Cosa pensi sia rimasto dello spirito originario e del modo di porsi del pubblico rispetto ad un festival hardcore punk come il

TVOR?
4) Ma sai… più o meno si respira sempre la solita aria, in senso buono intendo, personalmente mi sembra che ci sia un maggior

coinvolgimento a livello di principi, intenti e militanza, quello che proprio non mi piace è a volte il trattare gli anni ’80 con una

sorta di venerazione, come se in quel periodo il movimento punx avesse fatto chi sa cosa e i gruppi idem.
5) L’impressione generale è che in qualche modo la musica stia perdendo il suo portato antagonista e che ogni genere sia oggi in

qualche modo assorbito dalla logica di mercato, qual’è la vostra opinione a riguardo?
5) Esiste un discorso musicale e uno non musicale: certo in classifica troviamo gruppi, canzoni con sonorità tipicamente punk, chitarre

stoppate, 4/4 velocissimi, ma ancora oggi chi veramente cerca un discorso antagonista sia nella musica, sia in quello che dice, sia nel modo di

vivere non è assolutamente facile preda dell’industria discografica, dà ancora fastidio, ha comunque sempre la possibilità

di dar voce ad un punto di vista diverso! Non riescono proprio a fagocitarlo!
6) Sempre a proposito di mutamenti, come credi che sia cambiata l’essenza dei Fall Out, sempre che lo sia, nel corso del tempo e attraverso

i vari lavori? Cosa lega i Fall Out di oggi a quelli del 1979 e cosa invece li differenzia?
6) Ci lega soprattutto l’enorme passione per la musica e la voglia di fare le cose a modo nostro, a dispetto di tutto e di tutti, forti delle

nostre idee e della voglia di esprimerle. Ci differenzia l’età (sono passati 25 anni) e quindi il modo di porci e di affrontare le

cose.
7) La politica ha sempre avuto un forte valore all’interno dei vostri testi, oggi ci troviamo ad affrontare un periodo decisamente

particolare sia dal punto della politica estera che di quella interna. Quali possibilità vedete per il nostro paese? C’è una

possibilità concreta di mutare la situazione o siamo davvero arrivati al capolinea?
7) Proprio in momenti come questo è importante dire le proprie idee, non rinunciare a controbattere ed a dimostrare che esistono altri

punti di vista e modi di essere, la musica si sa ha sempre colpito sin nelle profondità dell’animo e, se è accompagnata da

pensieri e intenti, è ancora più bella e coinvolgente. Sta a noi. Mai arrendersi!
8) Nel vostro sito ufficiale (http://www.fallout.it/) esiste una sezione ‘No Copyright’ in cui avete deciso di mettere a disposizione dei

visitatori i vostri primi lavori. Credo che questo sia abbastanza indicativo di una precisa ideologia/pensiero legati al mondo dei Fall Out: ci

potete aiutare a comprendere come si possano ancora portare avanti determinati principi nel 2007?
8) Penso sia appunto indicativo del nostro modo di intendere la musica, è una questione di attitudine, se ascolto un gruppo che fa un

nostro pezzo la prima cosa che mi salta in testa è la contentezza di trovare conferme e apprezzamenti anche negli altri in quello che

fai o che dici, non vado certo a pensare ad un discorso economico o di denaro! La Musica è di tutti!
9) Tornando alla vostra discografia, esiste un album cui siete particolarmente legati o un brano cui vi lega qualche ricordo

speciale?
9) No, ogni canzone ha una sua storia o un suo percorso, forse un discorso a parte merita l’album Neuropa, da tutti gli altri trattato come una

sorta di album non riuscito, non bello, strano, invece per me è stato uno sforzo in più rispetto agli altri dischi, un buon

tentativo riuscito di cercare un punto di vista musicale diverso nel diverso e quindi mi sento più legato proprio perché ho

trovato questa incomprensione da parte di tutti ingiusta.
10) Influenze, contaminazioni, cosa indichereste come ingrediente (musicale o meno) per la ricetta Fall Out?
10) Punk-Hardcore-Fantascienza-Ideali-Autogestione-Musica-Voglia di suonare.
11) Quali le prossime mosse, avete già programmato qualcosa per il futuro?
11) Beh sicuramente si’… SUONARE!
12) Grazie mille di cuore, vi lascio la possibilità di aggiungere ciò che preferite…
12) Ciao a tutti e grazie per lo spazio!