The Monkey Weather Apple Meaning

Cd digipack
Maggio 2012
Tiratura Cd: 1000 copie
–COPRODUZIONE–

Etichetta: Area Pirata

10.00

5 disponibili

The Monkey Weather Apple Meaning

(Here’s their debut album, influenced by Wall of Woodo, Bowie and Echo & the Bunnymen, but fresh and original!!)Io la cosiddetta musica indie la odio. O, perlomeno, odio le ragioni per cui un gruppo indie si definisce tale. Perché? Perché “indie” è un termine che, semplicemente, non significa nulla. Meglio ancora, se per “indie” dobbiamo accettare quell’indefinito magma di sottogeneri musicali suonati nei locali”in” milanesi, accomunati solo dall’essere pervicacemente hipster dei suoi autori, senza che i contenuti siano davvero l’unica cosa importante, io non ci sto. Essere indipendenti significa l’esatto opposto: non l’abbigliamento leccato, non il capello ristrutturato, di certo non il mojito a 60 euro sorseggiato al Plastic insieme alle persone”giuste”. Indie è il mezzo, non il fine. Indie erano le etichette nate a cavallo tra i settanta e gli ottanta. Era indie piegare le copertine degli ep in proprio e farsi di speed per tenersi su tutta la notte ad infilarli nelle buste di plastica. Girare per infinite serate cercando la nuova band preferita in qualche pub di quinta. Era farsi le ossa per anni in uno scantinato ed improvvisamente uscire con un 45 giri. I Monkey Weather sono indipendenti nel senso quintessenziale del termine: prima a livello etico, poi, se vogliamo, per ragguagliarci sui parametri generali del loro sound, magari anche di suono. Il fatto che la loro wave contrappuntata da istinti britannici faccia saltare sulla sedia dev’essere il punto focale del discorso; il fatto che il genere sia fuori moda dal 2004 un punto di merito. Il nuovo lp segna dieci passi in avanti su tutti i livelli, rispetto al già solido ep People Watch Me uscito nel 2010, e questo è un fatto. Procedendo di questa andatura, aspettiamocene delle belle nel breve periodo. Il primo lavoro lungo dei Monkey Weather collega la loro Domodossola ad un qualsiasi doc di Portsmouth, dove il trio è idealmente seduto su un muretto con le mani sporche di fish and chips e le orecchie imbrattate di Bowie ed Echo and the Bunnymen. Una bio”pulita” vi direbbe che il loro editore è Alfredo Cappello di Ammonia Records, che saranno distribuiti da Area Pirata tramite Goodfellas eccetera eccetera. Il patriarca McGee, uno che l’essenza indie l’ha creata dal nulla, invece, vi esorterebbe a fregarvene e ad infilare quel cazzo di cd nel lettore, subito!

http://underthetangerinetree.blogspot.it/

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Recensioni:

Trio di Domodossola che ci consegna un lavoro che, finalmente, essendo un disco pop, ha una peculiarità saliente: avere le canzoni, cosa non facile oggi! Qui ci sono canzoni scritte bene, suonate altrettanto, seducenti perché ti vien voglia di riascoltarle. Insomma un disco pop fatto come Dio comanda. I Monkey Weather partono da connotati nobili ed eterni di matrice sixties come Kinks e Byrds, vedi la stupenda Told You , il gioiellino Monday e la perfetta 16 . In chiave di fonti attuali possiamo risalire a modelli come Futurheads e Arctic Monkeys, vuoi per il piglio nervoso, spigoloso ed indie pop di certe canzoni come People Watch Me , Black Hole Box e I Was Sleeping . Ma la cosa più sorprendente è, forse, quell’inconscio rimando ad armonie vocali coinvolgenti come furono di certo raffinato pop ’80 a nome Gudalcanal Diary e Go Betweens. Un gran disco, decisamente.
Voto 8/10

Enrico Lazzeri – Rumore #248 – 09/2012

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