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The Outta Place Prehistoric Recordings (Neon yellow coloured vinyl edition)

LP
Febbraio 2021
Tiratura: 300 copie
2′ Tiratura LP: 300 copie (vinile giallo) – AVAILABLE

Formato: Genere:

15.00

Label

Area Pirata

78 in stock

The Outta Place Prehistoric Recordings (Neon yellow coloured vinyl edition)

(Here’s the recording of their 1983 demo tape, strictly mono, from which their first EP was drawn, released by Midnight in 1984. That was one of the very first Garage Punk records and in that record, you can hear the band’s absolute devotion to the most wild, impetuous, uncontrolled rock’n’roll sound! The four live tracks from their 1984 show at The Dive stand as proof of their wildness and to enhance the whole thing you get the wonderful cover by Bastian Troger, Lenny Helsing’s liner notes and a digital coupon attached!)Siamo nella New York di inizi anni 80, quella del CBGB’s per intenderci, e c’erano questi cinque ragazzi, che non si accontentavano mai, un fuzz al posto del cuore e tanta attitudine beat: Jordan (chitarra), Andrea (batteria), Chandler (voce), Shari (organo) e Orin (basso) : The Outta Place !!!
Assieme ai Fuzztones, diventarono immediatamente un punto di riferimento per la nascente scena garage revival, quella che avete tra le mani è la registrazione della loro demo tape datata 1983, rigorosamente in mono, da cui fu tratto il primo ep licenziato dalla Midnight nel 1984, uno dei primissimi dischi usciti di garage Punk dove il gruppo testimonia l’assoluta devozione al sound e all’attitudine al rock ‘n’ roll più sfrenata, irruenta e sguaiata. A testimonianza i 4 brani live, estrapolati dal loro show al The Dive nel 1984, ad arricchire il tutto la meravigliosa copertina di Bastian Troger, le note di copertina di Lenny Helsing e il coupon digitale
allegato

HAVE YOU LISTEN THIS RECORD?

REVIEW

Forse, dovendone scegliere una, la mia garage-punk band preferita.

Quella che disse tutto e subito, senza stare lì a crucciarsi su come poter trasformare quello scatarro primordiale in un gentile sputo di saliva e che piuttosto preferì darsi all’eutanasia, disperdendo poi i suoi atomi tra Raunch Hands, Optic Nerve, Fuzztones, Lone Wolves, Freaks, Blacklight Chameleons.

Due mini-album tutto quanto consegnato alla storia, di cui uno uscito già postumo, come un dopo-sbronza difficile da sedare.

E, prima di quelli, una demo-tape che fu il salvacondotto per approdare alla corte del compianto J.D. Martignon che l’avrebbe usata per tirarne fuori i sette pezzi di We’re Outta Place, tenendo da parte gli altri. Che sono un originale firmato da Orin Portnoy e le cover di Hang Up dei Wailers e Psychedelic Siren dei Daybreakers che ora vengono recuperate col resto della scaletta e infilate dentro questo vinile targato Area Pirata con quattro estratti da quella magica notte del 3 marzo dell’84 al Dive di cui trovate traccia video su YouTube.

Gloria a Dio nell’alto dei cieli e agli Outta Place nei bassifondi di New York.

Oggi, domani e sempre.

Lys Di Mauro 03/02/2021


Anni ’80, la grande mela è nel fior fiore della creatività musicale, i locali alla CBGB’S proliferano e all’interno crescono bands che suonano ottimo RNR con tanto Fuzz nel cuore, una di queste sono gli Outta Place. Insieme ai fuzztones mettono le cose in chiaro sul Garage e sul futuro del genere, il disco non è altro che il loro demo del 1983, rigorosamente mono, da cui successivamente sarà estratto l’Ep pubblicato da Midnight nel 1984. Un disco selvaggio, di puro RNR! Presenti quattro brani dal vivo estratti dal loro concerto al The Dive del 1984. Quali brani segnalare? Sono tutti godibilissimi, Psychedelic Siren, Don’t Crowd Me, Dirty Old Man, ci sono vecchi classici come Louie Louie, Gloria, dal vivo … fate un salto e sentitevelo, capirete l’importanza di un reperto del genere, che se non fosse per Area Pirata, come in altre produzioni dell’etichetta, rischierebbe di finire dimenticato. 14 brani in tutto, signore e signori Mike Chandler (RIP), Orin Portnoy, Jordan Tarlow, Shari Mirojnik e Andrea Kusten.

Stefano Ballini – Trippa Shake Webzine 01/03/2021

All’interno dell’articolata scena garage-punk americana emersero molti gruppi, alcuni dei quali forse all’epoca sopravvalutati. Di sicuro delle grandi band furono i Fuzztones, i Chesterfield Kings, i Miracle Workers, i Morlocks, i Lyres (a mio avviso i migliori di tutti), i Plan 9 e i Tell-Tale-Hearts. C’è da dire che la critica specializzata italiana pompava forse esageratamente quello che era pur sempre un fenomeno di nicchia. Fra le band da ricordare c’erano sicuramente gli Outtaplace che provenivano da New York come i Fuzztones. Assieme al gruppo di Rudi Protrudi gli Outta Place diventarono uno dei nomi di punta del giro newyorkhese. Nel 1983 pubblicarono un demo (rigorosamente registrato in mono) semplicemente esplosivo che ora viene ristampato dalla sempre attenta Area Pirata con il titolo Prehistoric Recordings. Fin dalla traccia iniziale “Psychedelic Siren” siamo travolti da un sound potente e grezzo che fa rivivere lo spirito dei Sonics. La chitarra di Jordan Tarlow (poi con i Morlocks), il basso pulsante di Orin Portnoy, il farfisa di Sharil Mirojnik e il drumming semplice e secco di Andrea Kusten spaccano letteralmente mentre la voce di Mike Chandler è arrogante e rauca al punto giusto. 5 delle tracce qui presenti ovvero “Outta Sight, Outta Mind”, “Don’t Crowd Me”, l’immancabile cover di “Louie Louie”, “Dirty Old Man” e “We’re Outta Place” vennero successivamente inserite nel primo mitico EP degli Outta Place, pubblicato nel 1984 dalla Midnight Records, oggi diventato un vero e proprio oggetto di culto in quanto uni dei primi dischi garage-punk in assoluto. Completano Prehistoric Recordings 4 brani registrati dal vivo il 10 marzo 1984 al Dive. Il disco è dedicato alla memoria del cantante Mike Chandler purtroppo deceduto nel 2018.

Vote: 4/5

Cesare Buttaboni – Debaser.it 02/03/2021

Inizia col botto il 2021 per la famigerata label toscana Area Pirata che a Febbraio lancia sul mercato due album seminali, rigorosamente su vinile, in edizione limitata deluxe di 300 copie ognuno.
La seconda uscita invece ci catapulta di peso nella New York tossica e violenta dei primi anni ’80.
Quando i rottami del punk venivano fagocitati dalle avanguardie hardcore e il CBGB era in verticale sulla rampa di lancio della mitologia spiccia.
Nel mentre, negli antri oscuri delle sale da concerto, si aggiravano pierrot assassini con le facce d’angelo, ubriachi di 1966 e Charles Manson, fuzz fluorescenti e mani guantate di nero.
In questo caso erano 5 i reflui di suburbia, figli bastardi della Grande Mela con l’istinto killer per la musica dimenticata, l’unico caos che frequentavano davvero.
Erano gli anni in cui i dropouts riscoprivano l’altra faccia della Summer Of Love.
Quella sanguigna e strafottente delle college band, dei miti mai diventati tali per i giornaletti dei parrucchieri.
Si chiamavano Outta Place e senza saperlo contribuirono a innescare la miccia (insieme a Fuzztones, Chesterfield Kings, Unclaimed e pochi altri) del cosiddetto Garage Punk Revival.
Il primo. Il più devastante.
Una febbre globale destinata a inebriare non solo quel decennio complicato e schizofrenico, ma a rovesciare i propri effluvi anche sui successivi.
“Prehistoric Recordings” è, in soldoni, il precipitato emotivo di tutto ciò e molto di più.
Per esempio i dieci brani grezzi e sguaiati dell’infame demotape che Mike Chandler e soci incisero nel 1983 – da cui J. D. Martignon estrasse i sette che traghettò alla Midnight Records per trasformarli nel Mini “We’re Outta Place” – e soprattutto, questa sì è la chicca della release, i quattro brani registrati dal vivo al The Dive nel Marzo del 1984 aggiunti alla tracklist originale.
Chiudono definitivamente la partita la copertina super psych disegnata da Bastian Troger e le note a corredo di Lenny Helsing, dissipando così ogni residua titubanza sull’acquisto dell’album.
Registrazioni in mono che faranno sbavare vecchi fan e completisti ma che, ci auguriamo, aprano squarci nel cuore di qualche giovane teppista delle nuove generazioni.

Ascolta: “What ‘Cha’ Talking, “We’re Outta Place”

Davide Monteverdi – Razzputin Crew Milano 03/03/2021

 

La label pisana Area Pirata continua a perseguire, da un lato, il presente delle uscite delle band del suo formidabile roster (in continua crescita) e a rinnovare, dall’altro, la sua meritoria opera di ripescaggi di chicche del passato, con particolare dedizione per le ristampe di dischi dei gruppi del garage revival, noto anche come garage punk: un (sotto)genere nato, grosso modo, 40 anni fa, dal matrimonio distorto e fuzzato tra il garage rock dei Sixties pre-1967 e la furia iconoclasta del punk ’77, ma che ancora oggi raccoglie proseliti e adulatori in giro per il mondo perché, nonostante le quattro decadi sul groppone, non presenta nemmeno un capello bianco. E’ una musica che suona sempre fresca, in quanto essenziale, elettrizzante, esuberante, ricolma di quell’entusiasmo adolescenziale che ci fa sentire sempre giovani e cool.

Nel mese di febbraio, sul tema reissues, l’etichetta toscana ha ristampato, in fomato vinilico, il secondo album dei torinesi Sick Rose, “Shaking Street“, originariamente pubblicato dalla Electric Eye Records nel 1989. Ma questa volta, con buona pace della gloriosa garage/power pop band italiana, ad attrarre la nostra attenzione è stata un’altra uscita, una scoperta che acquisisce un certo valore “storico”. Stiamo parlando degli Outta Place, fondamentale combo garage punk di New York, e di un demo tape di dieci brani (piu’ quattro pezzi registrati dal vivo) intitolato “Prehistoric Recordings“.

Grazie al bassista della band, Orin Portnoy, e’ stato finalmente possibile ristampare, sempre in vinile, la raccolta di registrazioni incise nel 1983. I newyorchesi Outta Place si sono formati nel 1982, in giovanissima età, nel bel mezzo della febbre “Neo-Sixties”, che ebbe nei Fuzztones la punta di diamante di questo magma di incandescente revival fatto di zazzere, occhiali scuri, pantaloni di pelle nera, minigonne, go-go dance, gilet, cravattini in satin, riverberi, pedali Fuzz-Tone Maestro Gibson (ma anche Danelectro e Arbiter) organi Vox Continental (e Farfisa Combo Compact e Ace Tone) chitarre Rickenbacker (e Vox Starstream e Fender Mustang e Phantom Mark Iv) amplificatori Vox AC30, acidi, “funghi”, stivaletti e camicie Paisley, il tutto filtrato attraverso l’ottica del punk rock (le cui ceneri della prima ondata erano appena state sparse sul CBGB‘s, ma anche in Inghilterra e in Europa). Ben presto gli Outta Place diventarono uno degli ensemble più validi di questo movimento-culto che, come ogni “dogma” che si rispetti, aveva i suoi rituali (la vita notturna, gli happening neopsichedelici di “Mind’s Eye”) e il suo tempio, che a New York fu il Dive, mitico club assurto a Mecca del garage punk della Grande Mela, e infatti i quattro pezzi live contenuti in “Prehistoric Recordings” (le bonus tracks “1-2-5“, “Gloria“, “Who Do You Love“, “Blonds“, mentre “Bonus Track” è una versione “garagizzata” del Batman theme) furono registrati da Portnoy e soci proprio al Dive, durante un concerto tenuto il 10 marzo 1984. Questo demo tape (all’epoca autoprodotto) documenta, appunto, i primi passi del quintetto, ma è trascinante l’energia rozza in gran parte delle canzoni che (quasi tutte cover) in seguito avrebbero trovato posto nelle release ufficiali della band, soprattutto l’Ep “We’re Outta Place“, uscito sulla benemerita Midnight Records. Il disco è dedicato alla memoria del frontman Mike Chandler (scomparso nel 2018) e la copertina è una figata assoluta.

Cos’altro aggiungere? Fatelo vostro, questo Lp vi farà saltare dalla sedia e ballare dalla prima all’ultima traccia. Fanculo il soft rock rassicurante… here’s The Outta Place!

Reverend Shit-Man – InYourEyes ‘zine 10/03/2021

 

Parmi les grandes idées ayant germé ces derniers mois, l’édition des premiers (et quasi uniques) enregistrements de ce groupe pionnier du Revival Garage Punk, est au sommet du panier.

Tout comme son résultat !

Tout commence par une belle pochette qui donne envie et caractérise plutôt bien l’univers du groupe. Et le titre de cette compilation est parfaitement adapté à son contenu assez cru. Mais qui va si bien avec la musique des Outta Place !

14 chansons et pas de doublons comme c’est malheureusement trop souvent le cas dans ce genre de projets.

On commence ce disque avec (enfin) l’édition officielle de leur 1ère démo autoproduite qu’ils avaient autopublié en 1983 et dont 7 sortiront ensuite sur le mini album qu’éditera l’année suivante Midnight Rds.

Donc, The Outta Place étaient là au commencement du Revival Garage. Presque avant tout le monde et ils ont contribué à définir les standard du genre (coupe de cheveux, look, attitude, son, covers, attitude…) et surtout ont continué pendant longtemps dans d’autres groupes et la liste est impressionnante : Freaks, Lone Wolves (que j’adore), Link Protrudi & The Jaymen, The Lost Cruzaders, Fuzztones, The Raunch Hands, et pas mal d’autres projets moins connus !

Donc : aux commencement étaient The OUTTA PLACE !

Alors le Garage Punk Revival à tendance Sixties c’est eux qui en ont défini les canons ! Et donc voici l’occasion de découvrir enfin cette pierre angulaire du genre dans des conditions sonores optimales. Et agrémenté de 5 titres live bénéficiant également d’un super son et qui sont loin d’être anecdotiques !

Bertrand Tappaz – Chronique 2021 – 12/03/2021 – VOIX DE GARAGE GRENOBLE

Another vitally important band you’ve never heard of, The Outta Place were right in the vanguard of the NYC garage/psych revival of the late ’70s and early ’80s. Fronted by the amazing Michael Chandler – later of The Raunch Hands – they were every bit as crucial as The Fuzztones, Vipers or Cheepskates, but never really got their due. Less “punk” than “garage” and more Standells and Chocolate Watchband than Ramones, with the requisite combo organ and fuzzbox guitar that all sounds so familiar now but was such a welcome punch in the face in 1982. This release consists of all the songs from their fi rst EP, with three others recorded at the same sessions and released as singles plus three live recordings and the most raw take on ‘Who Do You Love’ that you are ever likely to hear.

Vote: 4/5

Mike Fornatale – Shindig #113 03/2021

 

Things Are Perfect Now: The Unlikely Resurgence of The Outta Place

When it comes to the things you never expected for 2021, getting a new record from NYC’s Outta Place was certainly tops among the list. Even more so after the passing of venerable frontman Michael Chandler a few years back. The fact that there was even a Cavestomp reunion in 2007 was in itself a bit of a miracle.
Still, when Cheepskates member and unofficial Cryptkeeper of all things Dive, David John Herrera, mentioned he had received a copy of the Outta Place’s new record in the mail on social media, it piqued my curiosity. I asked David if he would mind writing a few things about the release for our followers.

Man it sounds so good. Totally primitive man! I have to get the record. I have all their other records. Tomorrow I can plug my phone into my car and blast it! Thank you for sending it.” Ognir – 80s NYC garage/psych scenester

In referring to a Master he had studied, Pablo Picasso once stated, “It took me four years to paint like Raphael, but a lifetime to paint like a child”.

When the Outta Place began to take shape in 1982, their ages were 15, 16, 18, 19, and 20. And unlike most of the “Garage scene” groups of the time, the core of the band only knew of songs they spun on 60s compilation LPs titled “Boulders,” “Nuggets,” and “Pebbles” as well as other records by lesser-known bands of that era. They had no knowledge of 70s hard rock nor did they care to. Hence the music was being produced from the heart. They weren’t trying to sound like the 60s, they were (musically) living it.In the early spring of 1983, they arrived at an NYC rehearsal studio I was working in. Though their sound was still rounding out, it was unmistakable that they were all on the same wavelength. The rhythm of the drums, bass, and organ was just throbbing, and the razor-like guitar was cutting through every lead. Vocally the singer approached every song with wild abandon, and it was very apparent that “these kids were onto something”.

home, much younger friends of the band were everywhere.This new batch of recordings is a real treat. The first six tracks were selected from over 100 hours of reel-to-reel rehearsal tapes, and the second track “What ‘cha’ talking” is the only original composition to which the entire band contributed. The remainder of the tracks were recorded “Live at The Dive.” All are covers, but I always felt the song “Dirty Old Man” resonated because of their general age. “We’re Outta’ Place” is a rewrite of a song originally titled “We’re Pretty Quick” and a “bonus track” is a rework of the “Batman Theme.” For me, the song “Blonds” stands out because of its clean sound and late singer Michael Chandler’s harmonica solo (uncredited), but generally the entire LP just rocks.

Hey man just played the Outta’ Place in my car. All I can say man is wow, it’s still primitive after all them years! Love it. Brings back all them cool years at The Dive. Tell Orin thanks again. Just made my day“.

You can pick up a limited-edition vinyl version of the new record at Italy’s Area Pirata Bandcamp page. For more things Dive-related, please visit David’s webpage filled with some neat photos and recollections from those days. If you’re looking for more vinyl, you might also want to visit Orin Portnoy’s Discogs page which features records from The Outta Place, The Bohemian Bedrocks, and The Lone Wolves.

Jeff Cuyubamba – SHAKE SOME ACTION! The NYC Garage Punk Scene Archive Project 04/03/2021

 

The Outta Place were a five-piece garage band from New York in the early Eighties. They released two albums on the legendary Midnight label during their brief career, before singer Mike Chandler went on to front the Raunch Hands. They earned a name for themselves by taking the garage revival sounds that were popular at the time but then subjecting them to a snarling makeover to create something new and nasty, albeit also rather catchy. This album releases the tracks from their first demo sessions, recorded back in 1983, along with a handful of live recordings taped at the wonderfully named Dive club in 1984. The demos (songs from which appeared on their first EP) are a little rough’n’ready soundwise, but this actually suits the material and gives it an appropriate authenticity. The live tracks are loud and raw, capturing the genuine excitement and energy of the band in their natural environment. If you like Garage music that really doesn’t mess around and goes straight for your throat, this album is something you need to hear!

Andy / Fear & Loathing – January-June 2021

INTERVIEW